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ALLIEVI REGIONALI – Castello, che carattere!! Neppure il “rosso” ferma la corsa dei ragazzi di Bartoletti!!

   

 

ATLETICA CASTELLO – SANGIOVANNESE 1 – 0

 

ATLETICA CASTELLO: Fossati, Mariotti, Salvi, Petre, Bianchi, Lelli, Porco, Fimiani, Giuliani, Corsi, Bonaiuti.

A DISPOSIZIONE: Guidi, Crinzi, Calcinai Dario, Landi, Nodari, Calcinai Fabio, Lotti, Silvestri, Diao.

ALLENATORE: Andrea Bartoletti.

SANGIOVANNESE: Beni, Martucci, Sgaravizzi, Garramone, Tozzi, Borsi, Forni, Luongo, Fabbrini, Tiranno, Cusano.

A DISPOSIZIONE: Catacchini, Becagli, Andreaggi, Musumeci, Sensini.

ALLENATORE: Stefano Frasi.

ARBITRO: Garuglieri di Firenze.

RETE. 20’ Salvi.

ESPULSI: Lelli al 40’ per comportamento non regolamentare e Porco al 78’ per doppia ammonizione.

 

Come si conviene nella migliore delle tradizioni, le domeniche per natalizie, si sa, sono da sempre dedicate allo shopping. Di solito se ne approfitta per comprare gli ultimi regali e perché no, magari trovarne uno sorprendentemente bello; uno di quelli, insomma, che ci faccia felici e che renda indimenticabile la festa più bella dell’anno. Leggendo questa premessa sicuramente molti di voi si chiederanno; “Bella questa metafora….ma cosa c’entra con il calcio?”. Beh…Amici sportivi; voglio darvi un consiglio. Se volete, questa domanda, ponetela pure al cronista di turno. Non azzardatevi, però, a farla ai ventidue protagonisti che in una freddissima domenica mattina di metà dicembre, sul sintetico del “Pontormo”, scendono in campo per dar vita a quello che classifica alla mano, può essere considerato, senza tema di smentita, un autentico spareggio salvezza. Certo; Castello e Sangio, di chilometri da percorrere da qui a fine stagione, ne avranno ancora parecchi ma mettere tre preziosi punti sotto l’albero, non solo farebbe trascorrere ad entrambe un bel Natale ma rappresenterebbe un solido trampolino di rilancio in vista della ripresa del campionato prevista per il prossimo 13 gennaio. Ecco perché, rovistando all’interno della “ghiacciaia” di Via Del Pontormo, biancoverdi ed azzurri sperano, prima o poi, di trovarlo, quel dono. I ragazzi di Andrea Bartoletti, reduci dalla sconfitta di misura subita la settimana scorsa sul terreno del Casellina, affrontano questo impegno con motivazioni, se possibile, ancora maggiori, poiché, il successo di tappa, permetterebbe loro di operare il sorpasso proprio nei confronti della formazione valdarnese alla quale, numeri alla mano, potrebbe andar bene anche portar via da Firenze un punticino comunque importantissimo nell’economia del proprio campionato. Un match che si annuncia estremamente equilibrato e che di conseguenza, potrebbe venir risolto dal classico lampo nel buoi, non tradisce le sensazioni della vigilia e nella sua prima fase, mentre in tribuna ci si affanna nel tentativo (peraltro vano…..) di scaldare mani e piedi, in campo si delineano in maniera netta quali saranno i due binari tattici lungo i quali correranno per tuti gli ottanta e più minuti di gioco i due treni condotti da Bartoletti e Frasi. Quello biancoverde, carico di grinta in mezzo al campo, grande concentrazione e precisione in chiusura nel reparto arretrato e buona velocità in fase di ripartenza, si muove con buon dinamismo cercando di fare la partita. Quello azzurro, almeno in teoria, trasporta qualcosa di un pochino più prezioso sotto il profilo tecnico. Peccato, però, che dalle parti di San Giovanni siano un po’ a corto di idee in fase d’impostazione; prova ne è il fatto che più di una volta nel corso della gara, Stefano Frasi si arrabbi nel constatare che i suoi ragazzi, invece di portar palla per poi verticalizzare alla ricerca delle punte, troppo spesso ricorrano a lunghi palloni in profondità che dopo aver scavalcato la mediana, divengono preda dei difensori castellani. Encomiabile ed efficacissimo risulta l’ottimo lavoro svolto in fase d’anticipo da un generoso ed inesauribile Omar Porco e dai sempre solidi e puntuali Mariotti, Fimiani e Lelli. Dopo un primo quarto d’ora grigio, freddo e anonimo che rispecchia fedelmente il clima che accompagna la sfida, si accende il motore di Tommy Giuliani che ben supportato da Bianchi, Bonaiuti e Corsi, riesce a far pendere leggermente il piatto della bilancia dalla parte della compagine padrona di casa. Così, quando allo scoccare del 18’, sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla sinistra molto ben scodellato verso il centro dell’area azzurra da Bianchi, Beni è costretto a superarsi per deviare sopra la traversa grazie ad un bel colpo di reni, un’incornata da favorevolissima posizione proposta da un attaccante avversario, s’intuisce chiaramente che di lì a poco qualcosa potrebbe mutare anche nel punteggio. La conferma giunge dopo appena due minuti quando ancora Bianchi si muove molto bene all’interno della trequarti azzurra allargando a destra e premiando il puntuale inserimento di Giuliani che dopo essersi involato lungo la linea del fallo laterale, pennella con il contagiri un delizioso traversone che cogliendo impreparata l’intera retroguardia valdarnese, pesca sul secondo palo l’accorrente Salvi al quale non resta altro da fare che prendere la mira e trafiggere imparabilmente Beni con una precisa inzuccata da due passi. La reazione della Sangio è sterile e preoccupa non poco mister Frasi. La manovra stenta a prender corpo, mentre Fabbrini, Forni e Cusano, sempre ottimamente disinnescati da Mariotti e compagni, non impensieriscono minimamente un Fossati impegnato più che altro a difendersi dal freddo. La Sangio si fa vedere in una sola occasione e circostanza ancor più preoccupante, sugli sviluppi di un fallo laterale. Al 29’ l’azione si sviluppa lungo la corsia di destra, dove un guizzante Martucci, sganciandosi frequentemente dalle retrovie, pare l’unico in grado di creare seri grattacapi alla retroguardia biancoverde. Garramone lo innesca, nell’occasione, proprio sugli sviluppi di un fallo laterale e il numero due azzurro, dopo essere andato via in velocità, giunge sul fondo per poi tagliare verso il centro un insidioso traversone rasoterra sul quale, però, nessun compagno si fa trovar pronto alla deviazione vincente sottomisura. Il primo tempo pare andare in archivio senza altre emozioni ma proprio allo scoccare del primo dei due minuti di recupero concessi da Garuglieri, un episodio apparso ai più poco chiaro rischia da dare al match una svolta inattesa. Uno scontro nel cuore della trequarti castellana origina un calcio piazzato in favore della Sangio prontamente concesso dal direttore di gara. Nel contrasto, il giocatore valdarnese urla per il dolore e attorno all’arbitro si forma subito un capannello di giocatori. Quelli biancoverdi, in particolare, gesticolano proclamando la propria innocenza all’indirizzo di Garuglieri che al termine di un lungo conciliabolo estrae, nei confronti di Lelli, il cartellino rosso. Il numero sei castellano esce dal campo visibilmente arrabbiato e perciò, precauzionalmente “scortato” da Salvi che lo accompagna fin quasi all’uscita. Nel frattempo il gioco riprende e quando, dopo pochi secondi, l’arbitro fischia due volte sancendo la fine del primo tempo, i castellani tornano nello spogliatoio soddisfatti per il vantaggio ottenuto ma anche arrabbiati, amareggiati e soprattutto, consapevoli di dover giocare un tempo in inferiorità numerica. L’intervallo serve a Bartoletti per ridisegnare gli schemi e cementare ancor di più quello spirito di gruppo che tornerà sicuramente utilissimo in una situazione del genere. I risultati si vedono fin dalle primissime battute della ripresa. Il Castello si compatta a difesa del vantaggio e la Sangio, pur provandoci, non riesce a scalfire il muro biancoverde eretto a difesa dei pali di Fossati. Pur tenendo alto il baricentro della propria manovra, la formazione valdarnese non riesce a costruire gioco e l’unico appunto che resta in cronaca è originato da una conclusione dal limite proposta da Fabbrini (48’) che Fossati blocca a terra sena problemi. La determinazione e l’immenso cuore biancoverde, insomma, sembrano avere la meglio su una Sangio totalmente sterile negli ultimi sedici metri. Nonostante numerosi correttivi apportati, Frasi non riesce a far cambiar marcia alla propria squadra e quando il cronometro inizia il suo settantottesimo giro, a Castello s’inizia a respirare profumo d’impresa. Tutte le grandi conquiste, però, son frutto di una lotta aspra e ricca d’insidie e ostacoli. Così, in occasione di un calcio piazzato dal limite concesso con eccessiva magnanimità da un non impeccabile Garuglieri, Porco, ammonito in precedenza, rimedia il secondo “giallo” che fa scattare nei suoi confronti il conseguente provvedimento d’espulsione. Adesso, con ancora un minuto e mezzo da giocare, la tanto odiata “Zona Cesarini” che incombe e un pericoloso calcio di punizione da fronteggiare, il Castello si ritrova in doppia inferiorità numerica. Alla battuta del tiro franco si presenta il neo entrato Sensini la cui conclusione, debole e centrale, trova pronto Fossati alla presa sicura. Garuglieri concede quattro minuti di recupero durante i quali la generosa difesa biancoverde rintuzza qualsiasi tentativo d’attacco. Poi, all’84’, un’azione di sfondamento sulla destra portata avanti dagli avanti azzurri culmina in un traversone che pesca, tuto solo nel cuore dell’area castellana, il centrattacco Fabbrini che stacca di testa da due passi indirizzando però il pallone di poco fuori alla destra di Fossati. L’arbitro concede alla Sangio un corner apparso inesistente sugli sviluppi del quale, nel cuore dei sedici metri di casa, si accende una confusa mischia che vede protagonista, fra gli altri, anche l’estremo difensore valdarnese Beni che lasciati incustoditi i propri pali, sale a supporto dell’attacco. A sbrogliare il groviglio di gambe attorno al pallone ci pensa, ancora una volta, l’arbitro Garuglieri che mette il punto esclamativo su una prestazione tutt’altro che stupefacente fischiando la fine del match e consegnando nelle mani dei ragazzi di Bartoletti quel tanto sospirato regalo da tenere in bella mostra sotto l’albero. Troppo poco ha fatto una inconsistente Sangio che resta più che mai impantanata in zona retrocessione.

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