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ALLIEVI REGIONALI – Danesi apre, Moneti chiude. E il Castello mastica amaro!!

   

 

ATLETICA  CASTELLO – BIBBIENA 1 – 2

 

ATLETICA CASTELLO: Fossati, Mariotti, Petre, Bianchi, Porco, Fimiani, Landi, Giovannini, Corsi, Bonaiuti, Bacciosi.

A DISPOSIZIONE: Guidi, Lelli, Calcinai Dario, Nodari, Calcinai Fabio, Lotti, Silvestri, Bardazzi, Brinzaglia.

ALLENATORE: Andrea Bartoletti.

BIBBIENA: Ombra, Fornaini, Moneti, Ceruti, Farini Christian, Lusini, Cherchi, Lunghi, Danesi, Corsetti, Andreini.

A DISPOSIZIONE: Chisci, Farini Diego, Medina, Senesi, Goretti, Giannini, Cincinelli.

ALLENATORE: Roberto Gnassi.

ARBITRO: Marano’ di Firenze.

RETI: 1’ Danesi, 61’ rigore Bonaiuti, 82’ Moneti.

 

Due squadre che si fronteggiano guardandosi dai poli opposti della classifica. Due filosofie e due stili di gioco differenti ma entrambi utili a dar vita ad un match estremamente equilibrato e povero di emozioni. E allora, verrebbe da chiedersi, dove sta la differenza che fa pendere il piatto della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra? La risposta è fin troppo semplice. Sul sintetico del “Pontormo” la differenza l’hanno fatta quei dettagli, quella qualità tecnica ma soprattutto, quelle magie che permettono al Bibbiena targato Roberto Gnassi di conquistare altri tre importantissimi punti utili a proseguire il volo solitario in vetta alla classifica del Girone C. Parliamo volutamente di dettagli e non di un netto predominio territoriale esercitato dalla truppa rosso blu, perché un coriaceo Castello non avrebbe meritato di uscire sconfitto dal campo. Se, da un lato, è incontestabile il fatto che grazie alla miglior cifra tecnica posseduta, è stato il Bibbiena a fare la partita, dall’altro è altrettanto vero che un combattivo Castello, interpretando con grande applicazione la fase di rottura e di anticipo fin dalla zona centrale del campo, ha spesso inaridito le fonti di gioco avversarie concedendo ai casentinesi pochissime occasioni. Fatali, per la truppa guidata da Andrea Bartoletti, sono stati i primi secondi di partita ma soprattutto, quella innominabile e stramaledetta “Zona Cesarini” che in più di un’occasione ha lasciato ai biancoverdi tanto amaro in bocca e zero punti nel carniere. Che l’impegno fosse proibitivo lo si sapeva e come detto in precedenza, le primissime battute del match non fanno che testimoniarlo. Fischio d’avvio dell’arbitro Marano’ ed in tribuna, i sostenitori di entrambe le compagini, hanno appena il tempo di contare fino a quattordici; un po’ come accadeva quando, da piccoli, giocavamo a nascondino. L’azione bibbienese si sviluppa lungo la catena di destra, dove Fornaini spinge con decisione per poi rimettere verso il centro un bel pallone sul quale un puntualissimo Danesi, staccando in netto anticipo sui centrali difensivi biancoverdi, gira in rete di testa da due passi non lasciando scampo all’incolpevole Fossati. “Già il Bibbiena è forte – pensano in molti – se poi riesce a sbloccare il risultati in occasione della prima sortita offensiva, qui si mette male”. Un pensiero condivisibile, certo, quello degli sportivi biancoverdi e confermato dalla fisionomia che la gara assume nei minuti successivi. Forte del repentino vantaggio ottenuto, la formazione di Gnassi interpreta la fase d’impostazione con grande sicurezza e ottima qualità nel palleggio. Trascinati in cabina di regia dall’intelligenza e dalla visione di gioco di capitan Lunghi, i rosso blu fanno girar palla disegnando sulla frusciante erba sintetica del “Pontormo” geometrie che rasentano la perfezione. Un Bibbiena bello a vedersi ma che si ritrova ben presto di fronte un Castello non così imbrillantinato ma dannatamente pratico e preciso in chiusura. E così, mentre, su un fronte, Ceruti e Lunghi, sempre ottimamente supportati sugli esterni da Cherchi a destra e Andreini a sinistra, tengono alto il baricentro del gioco casentinese fungendo da innesco per Corsetti e Danesi, su quello opposto è encomiabile il lavoro svolto da centrocampisti e difensori castellani che opponendosi con grande generosità, concedono agli avversari pochi varchi e pochi palloni realmente pericolosi. Mariotti, Porco, Giovannini, Bacciosi e Fimiani, insomma, non demeritano e visto e considerato che centrocampisti ed attaccanti da soli non bastano a scardinare nuovamente il dispositivo difensivo predisposto da Bartoletti, Gnassi chiede anche ai suoi esterni bassi, quando è possibile, di salire e dare ulteriore forza alla spinta offensiva rosso blu. Allo scoccare del quarto d’ora questo atteggiamento tattico dà i frutti sperati, poiché è proprio l’esterno sinistro di difesa Moneti ad inventare una grande verticalizzazione che almeno nelle intenzioni, vorrebbe premiare il puntuale inserimento offensivo da parte dell’onnipresente Danesi. Fondamentale, nell’occasione, risulta però il provvidenziale intervento in uscita bassa da parte di Fossati che gettandosi con i tempi giusti sui piedi dell’avversario, arriva per primo sulla sfera sventando una sicura minaccia. Il primo tempo scivola via così, con il Bibbiena teso alla ricerca del raddoppio e con il Castello impegnato in una generosa e costante difesa della propria trequarti campo. L’applicazione dei biancoverdi è talmente encomiabile in questa prima fase del match che di loro non resta praticamente traccia sul taccuino degli appunti. Il Bibbiena torna, invece, a bussare forte alla porta di Fossati al 33’ quando Danesi, scattato in profondità sul settore di destra, giunge sul fondo e ripropone verso il centro un bel cross sul quale è puntuale l’intervento in chiusura di Porco. Il numero otto biancoverde, però, sciupa quanto di buono aveva fatto con un rilancio sbilenco che è preda di Corsetti. Il suggerimento filtrante da parte del numero dieci ospite libera in area Cherchi la cui battuta sul primo palo trova pronto alla chiusura in tuffo un attento Fossati. Al rientro in campo dopo l’intervallo di metà gara, mister Bartoletti raccomanda con vigore ai suoi ragazzi di accendere la luce. Il suo incitamento è così forte che a raccoglierlo per primo, dalla parte opposta del campo, è ancora capitan Lunghi. Al 45’, infatti, è nuovamente il numero otto rosso blu ad illuminare una fredda e grigia domenica mattina di dicembre inventando un grande suggerimento che innesca, sul fronte destro dell’attacco casentinese, il numero undici Andreini. Sorprendendo la retroguardia biancoverde, l’esterno ospite, dopo essersi incuneato in area, spreca però in maniera clamorosa una ghiotta opportunità sparando a lato da due passi il pallone del possibile 0-2. Chi si attende una brusca accelerazione da parte degli ospiti è destinato a rimanere deluso. Dopo questo primo lampo nel buio, infatti, la gara ripiomba in un oscuro anonimato caratterizzato dallo stesso filo conduttore lungo il quale si era dipanato l’intero primo tempo. Occorrerebbe uno scossone per ridestare l’interesse su un match che pare destinato a scivolare verso la fine senza altre emozioni. E ciò che nessuno mai si attenderebbe, accade allo scoccare del 61’ quando Petre si sgancia lungo la corsia di destra e giunto al limite dell’area, ripropone verso il centro un pallone sul quale il centrale difensivo casentinese Lusini mette impropriamente le mani. Una grave ingenuità che gli vale il cartellino giallo ma che soprattutto, permette al Castello di guadagnare un sacrosanto calcio di rigore. Sul dischetto si porta Bonaiuti che con freddezza e precisione, piazza la palla alle spalle di Ombra riportando il risultato in parità. Anche se la capolista è forte e ben corazzata, la mazzata subita improvvisamente fra capo e collo lascia strascichi piuttosto evidenti. Certo; al Bibbiena non mancano le qualità per reagire prontamente ma nei minuti successivi, i ragazzi di Gnassi paiono meno sicuri ed incisivi in fase di palleggio. I castellani sono bravi ad approfittare dell’occasione spostando in avanti il baricentro del proprio gioco. Gli innesti di Silvestri in attacco e del giovane, talentuoso e veloce classe 2003 Alessio Brinzaglia, completano l’opera dando finalmente anche alla manovra biancoverde i crismi della pericolosità. Al 71’ sono proprio i due nuovi entrati a rendersi protagonisti di una veloce ripartenza che mette i brividi alla retroguardia ospite. Brinzaglia vola via lungo la corsia di sinistra e giunto sul fondo, rimette verso il primo palo un pallone rasoterra che Silvestri, giungendo di gran carriera ed in netto anticipo sugli avversari, gira, però, di poco sul fondo. Col trascorrere dei minuti e con l’approssimarsi del termine del match, il Castello sente che l’impresa è possibile ma soprattutto, sempre più vicina. I ragazzi di Bartoletti, però, devono fare ancora una volta i conti con la “Zona Cesarini”. L’ottimo ed esperto Marano’ concede quattro minuti di recupero e allo scoccare dell’82’, un netto fallo su Cherchi origina un calcio piazzato da posizione tutt’altro che comoda. Molti sono, infatti, i metri che intercorrono fra la palla e la porta. Nonostante ciò, Moneti si porta sul punto di battuta con la ferma intenzione di calciare direttamente a rete. Quello proposto dal numero tre rosso blu, più che un semplice tentativo di trasformazione, è un autentico missile “terra-aria” che dopo aver viaggiato a tutta velocità in direzione della porta difesa da Fossati, va ad incastonarsi come una pietra preziosa sotto l’incrocio dei pali alla destra del portiere. Solo una magia poteva consentire alla capolista di far bottino pieno al termine di un match che era diventato estremamente complicato. E puntualmente, il numero che ha lasciato tutti a bocca aperta, si è materializzato. Ricordando quel che era accaduto poche settimane fa quando al “Pontormo” un’altra squadra vestita di rosso e di blu (il Firenze Ovest) aveva vinto più o meno nello stesso modo, ai ragazzi di Andrea Bartoletti non resta che rientrare nello spogliatoio con negli occhi un velo di tristezza ma anche con la consapevolezza di potersi giocare con tutti le proprie carte.

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