Atletica Castello settore calcio - sito ufficiale

GIOVANISSIMI REGIONALI – La Sangio passa ma non impressiona. L’orgoglio biancoverde tiene a galla il Castello!

  

 

ATLETICA CASTELLO – SANGIOVANNESE 0 – 1

 

ATLETICA CASTELLO: Orrei, Nigro, Griffi, Ciappi, Matera, Gimigliano, Cesari, Nieri, Giorgetti, Fiacchi, Cuscianna.

A DISPOSIZIONE: Amaro, Pini, Orsi, Ceccherini, Bertela’, De Santis, Longo.

ALLENATORE: Marco Bolognesi.

SANGIOVANNESE: Billi, Betti, Nannoni, Giustelli, Gerardi, Filippi, Moracci, Borgognoni, Borgogni, Ungheria, Martino.

A DISPOSIZIONE: Barberini, Pestelli, Nepi, Di Fratta, Fabbri, Sbragi, Ricci, D’Ambrosio, Orpelli.

ALLENATORE: Simone Danesi.

ARBITRO: Andreoni di Firenze.

RETE: 28’ Nannoni.

 

“L’incredibile avventura di una pazza Sangiovannese”. Se dovessimo girare un  film che ha per soggetto il sorprendente andamento del Girone C del campionato Giovanissimi Regionali, sarebbe senza dubbio questo il titolo più appropriato da dargli. In pochi, ne siamo certi, un paio di mesi fa avrebbero scommesso sul black out che ha mandato in tilt i perfetti meccanismi di una Sangio prima padrona assoluta dei suoi destini e di quelli dell’intero campionato ma poi capace di dilapidare in pochissimo tempo un vantaggio di ben quindici punti sulle dirette inseguitrici che alla vigilia della terz’ultima giornata, la costringono a condividere il primo gradino del podio con una mai doma Settignanese. Una situazione preoccupante e certificata in maniera impietosa da ciò che recitano le statistiche. Sul campo di un Castello che pur avendo conquistato matematicamente la salvezza una settimana fa in quel di Campi Bisenzio ma comunque desideroso di ben figurare anche dinanzi al pubblico amico e perché no, “vendicare” il pesantissimo 5-0 rifilatogli dai valdarnesi in occasione del match d’andata, l’imperativo in casa bianco azzurra è solo uno; vincere per poi sperare in un contemporaneo scivolone dei diavoli rossoneri impegnati in casa nello scontro diretto al vertice che li vede opposti all’Affrico; altra seria pretendente al successo finale ed alla conseguente promozione nel Girone d’Élite. Come accennato in precedenza, però, a ben guardare l’andamento tenuto dai suoi ragazzi nell’ultimo mese e mezzo, mister Danesi ha mille motivi per non dormire sonni tranquilli. La parola “vittoria” che tante soddisfazioni ha dato nella prima metà della stagione, sembra sia stata improvvisamente cancellata dal vocabolario della Sangio che manca l’appuntamento con i tre punti da ben sei turni. Sconcertante è poi il ruolino di marcia tenuto dai temutissimi attaccanti valdarnesi negli ultimi tre turni di campionato. Nonostante Danesi possa fregiarsi della presenza in rosa di due autentiche bocche da fuoco quali sono Yuri Ungheria e Mirko Borgogni (un’accoppiata capace sin qui di realizzare 41 gol!) la Sangio non va in gol da ben 105 minuti. Un Castello senza apparenti grandi motivazioni potrebbe sulla carta rappresentare un trampolino di rilancio in vista di un finale di stagione da vivere al cardiopalma ma occorrono pochi minuti di gioco per comprendere quanta poca voglia abbiano i ragazzi guidati da Marco Bolognesi di recitare la parte del classico sparring partner. Un Castello ottimamente disposto in campo si applica con grande costrutto nella fase di contenimento costringendo i valdarnesi a cozzare contro una muraglia biancoverde molto solida e dotata di robuste fondamenta. Funzione a meraviglia il dispositivo messo a punto dall’ex tecnico della Sestese, con il quartetto difensivo formato dagli esterni Matera e Nigro e dai centrali Griffi e Ciappi impegnato a contenere le avanzate dei già citati Ungheria e Borgogni ma anche le ficcanti puntate lungo le corsie esterne proposte da Moracci e da capitan Martino. Una diga dinanzi alla quale Bolognesi pone un ulteriore argine avanzato formato da Cesari e Gimigliano. Certo; la Sangio dimostra di possedere un miglior bagaglio tecnico sia in fase di costruzione del gioco, sia in fase conclusiva ma l’atteggiamento tattico col quale i padroni di casa approcciano la partita, fa sì che le occasioni create dagli ospiti si contino, al termine della prima frazione di gioco, sulle dita di una mano. Al 6’ una prima pericolosissima incursione portata avanti sulla destra da Martino, mette i brividi alla retroguardia biancoverde. Il capitano della Sangio è bravo a sgusciare in area e la sua conclusione da ottima posizione trova l’opposizione del montante sinistro della porta difesa da Orrei. Continuando ad applicarsi con profitto nella fase d’interdizione, il Castello non riesce praticamente mai a farsi vedere dalle parti di Billi. Nonostante Giorgetti provi a prendere in mano il proprio centrocampo, là davanti Cuscianna e Fiacchi devono prodigarsi in un lavoro di grande sacrificio. Costretti ad arretrare il proprio raggio d’azione nel tentativo di recuperare qualche pallone giocabile, i due esterni d’attacco biancoverdi non trovano varchi nella morsa stretta attorno a loro da una difesa ospite ben sorretta dai centrali Gerardi e Filippi. E così, mentre da Settignano giungono notizie positive per i sostenitori bianco azzurri (il vantaggio dell’Affrico, infatti, agevola in un certo qual modo il compito dei ragazzi di Danesi) sul sintetico del “Pontormo” è sempre la Sangio a tenere saldamente in mano le redini del gioco. Continua, però, a difendersi con ordine il Castello; prova ne è il fatto che occorra attendere il 26’ per poter  annotare sul taccuino una nuova potenziale occasione da gol creata dalla truppa di Danesi. E’ Yuri Ungheria a provarci direttamente su calcio piazzato. La sua parabola dai venti metri disegnata con precisione costringe Orrei ad un difficile salvataggio in tuffo; bravo si rivela nell’occasione l’estremo castellano che distendendosi in tuffo sulla propria destra, chiude la porta in faccia al “dieci” azzurro concedendogli solo un corner. Due minuti più tardi, ci pensa un difensore a trovare il guizzo vincente che porta la Sangio in vantaggio. Nannoni è abile prima a rubar palla a Fiacchi, poi a sganciarsi sulla sinistra ed infine, ad incunearsi in area, accentrarsi, liberarsi per la conclusione a rete grazie ad un elegante dribbling e poi a scaricare in rete dalla media distanza il pallone che permette agli ospiti di sbloccare il risultato. Nella ripresa l’inerzia del match muta di quel tanto che basta a rendere il giusto merito agli sforzi profusi dai ragazzi di mister Danesi nel tentativo di trovare quel gol del raddoppio che li aiuterebbe a condurre in porto la nave con maggior tranquillità. Nonostante sul “Pontormo” si abbatta un autentico diluvio che rende ancor più insidioso un terreno di gioco già abbondantemente intriso d’acqua, la Sangio aumenta i giri del proprio motore in virtù delle qualità dei singoli. Ungheria prende per mano i compagni trascinandoli in avanti grazie alle sue giocate sempre ben supportate, sul settore destro dell’attacco azzurro, dalle frequenti incursioni proposte da un intraprendente e spesso imprendibile Moracci. Al 43’ è, però, Ungheria a galoppare indisturbato lungo il settore presidiato dal numero sette valdarnese e dopo esser giunto quasi sul fondo, taglia verso il centro dell’area biancoverde un bel traversone che l’accorrente Borgogni traduce in gol grazie ad un puntuale tocco sottomisura. Il numero nove ospite si trova, però, in posizione irregolare; ragion per cui l’arbitro Andreoni annulla giustamente la marcatura. La coppia d’oro della Sangio ci riprova cinque minuti più tardi. Ancora Ungheria, stavolta partendo da sinistra, verticalizza stupendamente tagliando a fette la retroguardia castellana e pescando nuovamente Borgogni. Pur essendo stavolta la sua posizione assolutamente regolare, il numero nove azzurro non è preciso nella battuta a rete. La sua conclusione da ottima posizione termina, infatti, sopra la traversa scatenando il legittimo disappunto del nutrito gruppo di sostenitori azzurri assiepati in tribuna. La gara scivola così verso i minuti finali, con la Sangio impegnata nella ricerca del raddoppio e con un Castello sempre molto concentrato in chiusura e bravo a non concedere più grandi occasioni agli avversari. E’ l’ultimo guizzo di un Ungheria divenuto, col passare dei minuti, incontenibile a regalare al pubblico l’ultima emozione di giornata. Il numero dieci ospite è bravissimo ad incunearsi sulla sinistra e giunto nei pressi della linea di fondo, tocca intelligentemente verso il centro dell’area un pallone rasoterra che entra nella disponibilità di Martino. Fra i piedi del capitano azzurro capita un pallone non molto difficile da girare a rete. La mira, però, gli fa difetto e la sua battuta di prima intenzione ma in scarsa coordinazione si perde di molto sopra la traversa. Al termine di un match comunque ben interpretato da entrambe le squadre, Castello e Sangio ottengono ciò che volevano. Molto importante è il ritorno al successo dei valdarnesi che grazie alla contemporanea affermazione dell’Affrico sul campo della Settignanese, tornano da soli in testa al gruppo mantenendo però una sola lunghezza di vantaggio proprio nei confronti dei “leoni” del Campo di Marte. Nonostante la sconfitta di stretta misura ed una evidente sterilità in fase conclusiva, mister bolognesi può ritenersi comunque soddisfatto della buona prova di carattere offerta dai suoi ragazzi. Il Castello ci ha messo il cuore uscendo dal campo sconfitto sul piano numerico ma non certo su quello dell’orgoglio, della generosità, del carattere e dell’applicazione tattica.

(60)

Leave a Reply