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JUNIORES – Il Castello supera il Ponte! E adesso, il Bagno a Ripoli, trema!!!

   

 

ATLETICA CASTELLO – PONTE RONDINELLA MARZOCCO 2 – 1

ATLETICA CASTELLO: Mosconi, Milani, Morettini, Agonigi, Parlanti, Piovaccari, Megli, De Leonardis, Fantechi, Ferri, Marotta.

A DISPOSIZIONE: Tarlini, Basolu, Villani, Nocentini, Falcinelli, Chiti, Boanini, Bartoli.

ALLENATORE: Alessandro Carmannini.

PONTE RONDINELLA MARZOCCO: Piperno, Melli, Maestrini, Querci, Paci, Nannoni, Mercuri, Mannini, Niccolai, Nanni, Martelli.

A DISPOSIZIONE: Morganti, Frosini, Martorana, Mazzoncini, Moschini, Muto.

ALLENATORE: Rodrigo Failli.

ARBITRO: Iodice di Firenze.

RETI: 9′ rigore Ferri, 79′ Fantechi, 87′ rigore Muto.

Anche se solo il tempo potrà dirci se e quanto sia stata davvero decisiva, questa diciannovesima giornata di campionato che ha regalato ai ragazzi di Carmannini, Iori e Ciapetti il quattordicesimo successo stagionale, resterà per sempre descritta negli annali come una delle più sconvolgenti e sorprendenti mai viste. Eh già; perché mentre sul sintetico del “Pontormo” il Castello archivia, di stretta misura e non senza fatica, la pratica Ponte Rondinella, la capolista Bagno a Ripoli finisce sorprendentemente K. O. sul terreno della SORMS e il Signa frena parzialmente la propria corsa al vertice sul sempre insidioso terreno del San Lorenzo Campi giovani. Un successo, dunque, che vale doppio per la compagine biancoverde che non solo scavalca quella canarina portandosi a soli sue punti da quella ripolese ma lo fa al termine di un match difficile e nel quale la “stella” castellana ha brillato solo a sprazzi. Pur uscendo dal terreno sconfitto di stretta misura, il Ponte guidato dall’ex Signa, Lastrigiana e Le Piagge Rodrigo Failli ha dimostrato di valere molto di più sia della posizione attualmente occupata in graduatoria, sia del pesante 1-5 con il quale, in occasione del match d’andata, i ragazzi di Via Reginaldo Giuliani avevano espugnato il “Don Vittorio”. Grazie ad un’ottima disposizione tattica e ad una gara interpretata in maniera grintosa ed attenta, i biancorossi sono spesso riusciti nell’impresa d’imbrigliare le fonti di gioco avversarie. Pur mantenendo, grazie al solito buon giro palla, costantemente in mano le redini del gioco, infatti, i ragazzi di Carmannini hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie nell’intento di aggirare la munitissima linea maginot predisposta da Failli fin dalla trequarti campo. Una diga che ha mostrato una buona tenuta, quella costruita dal tecnico delle rondinelle, che ha spesso impedito agli avversari di far ciò che a loro riesce meglio; verticalizzare la manovra ed utilizzare gli esterni offensivi. Al Ponte è, però, venuta meno una condizione che nel gioco del calcio è essenziale; la pericolosità negli ultimi sedici metri. Nonostante il grande sforzo profuso, infatti, i ragazzi di Failli si son visti in due sole occasioni, riuscendo a riaprire la partita solo a cinque minuti dalla fine in occasione di un penalty tutt’altro che “solare”. Circostanza, questa, che è tornata però utilissima, nei primi minuti di gioco, anche ai padroni di casa che solo dal dischetto hanno sbloccato repentinamente il risultato rendendo così molto meno ripido un sentiero che si sarebbe altrimenti fatto ben più tortuoso. Fin dalle sue prime battute, il match ci offre un chiaro spaccato della trama che caratterizzerà tutti i novanta minuti. Il Castello prende subito in mano le redini del gioco ma mentre, in mezzo al campo, Agonigi e capitan De Leonardis s’impegnano nello svolgimento di un fattivo lavoro di raccordo dando corpo sia alla fase di rottura che a quella di costruzione, Ferri, Marotta e Megli faticano a cambiar passo e a superare il muro eretto dai trequartisti biancorossi a difesa del trio difensivo composto da Melli, Maestrini e Paci. Encomiabile, in fase di non possesso, è il lavoro svolto sia da Querci, Nannoni e Mannini sia dagli esterni offensivi Mercuri e Niccolai i quali, percorrendo una gran quantità di chilometri lungo le corsie di competenza, finiscono spesso per diventare difensori aggiunti. Un sacrificio necessario che certo serve ad arginare il possibile strapotere atletico dei veloci attaccanti biancoverdi ma che, com’è logico che sia, fa perdere potenza alla fase offensiva biancorossa. Il Castello soffre l’atteggiamento tattico degli avversari; tant’è vero che al 7′, la prima occasione di un certo rilievo costruita dalla formazione di Carmannini, scaturisce da un calcio d’angolo. Sorprendendo una difesa biancorossa un po’ disattenta nell’occasione, dalla bandierina di sinistra Marotta tocca corto per Ferri il cui tentativo di traversone, dopo aver scheggiato il primo palo della porta difesa da Piperno, schizza verso il secondo, dove il ben appostato Fantechi, tentando di coordinarsi in acrobazia, colpisce malamente la sfera che termina sul fondo. Il Castello insiste e al 9′ la prima buona manovra in verticale costruita dai ragazzi di Carmannini, dà origine ad un episodio che in altre categorie sarebbe certamente finito sotto la lente d’ingrandimento del VAR. Ferri lavora un buon pallone sulla trequarti lanciandolo poi in profondità, dove capitan De Leonardis, dopo averlo raccolto, prova a farsi largo in area avversaria. Il numero otto biancoverde è, però, gentilmente accompagnato all’uscita dal rientrante Mercuri che chiudendogli la strada, lo porta nei pressi della linea di fondo. E’ a questo punto che forse toccato leggermente dal diretto avversario, il numero otto biancoverde finisce a terra protestando vivacemente all’indirizzo del direttore di gara che senza alcuna esitazione, concede al Castello un dubbio calcio di rigore. Vane sono le successive rimostranze da parte di giocatori e tifosi biancorossi. Sul dischetto si porta Ferri che con proverbiale freddezza e precisione, piazza alle spalle di Piperno il pallone del vantaggio. La reazione da parte dei ragazzi di Failli è immediata e al 12′, quello che resterà l’unico spunto offensivo degno di nota creato nel corso del primo tempo dagli avanti ospiti, fa suonare un preoccupante campanello d’allarme nel cuore della retroguardia castellana. Niccolai si libera bene al limite dell’area facendo poi filtrare all’interno dei sedici metri avversari un pallone sul quale si avventa l’accorrente Maestrini che senza pensarci troppo, conclude di prima intenzione spedendo di poco fuori alla destra di Mosconi una palla che avrebbe certo meritato miglior sorte. La replica biancoverde non si fa stendere e sul successivo ribaltamento di fronte, dopo essersi involato in contropiede ed aver saltato di slancio anche un Piperno uscito in maniera a dir poco sconsiderata dai propri pali, Fantechi perde l’attimo fuggente e dopo essersi leggermente decentrato sulla destra, ripropone verso il centro un pallone che dopo aver attraversato tutta la luce di una porta biancorossa ormai sguarnita, sfila verso la linea di fondo senza che Marotta riesca a giungere in tempo per la correzione vincente. Esaurita questa fiammata iniziale, la fase centrale del primo tempo vede le due compagini cadere in un grigio anonimato. Pur tenendo costantemente il pallone fa i piedi, i padroni di casa non riescono più ad essere pericolosi ma anche il Ponte, dal canto suo, non riesca ad andare al di là di un compitino svolto con efficacia in fase di contenimento. Il taccuino del cronista torna a riempirsi allo scoccare del 27′ quando, sugli sviluppi di una sciabolata classica dalla trequarti, il tentativo di chiusura da parte di un difensore si trasforma in un assist per De Leonardis che dopo essersi incuneato in area dalla destra, fa partire una rasoiata che si dirige con precisione verso il primo palo, dove, però, un attento e reattivo Piperno è bravo a chiudere in tuffo. Il numero uno del Ponte balza nuovamente agli onori della cronaca nei minuti di recupero del primo tempo quando è prima bravo ad evitare il più classico degli autogol andando a togliere da sotto la traversa un pallone colpito malamente di testa da un compagno di reparto ma ancor di più lo è pochi secondi dopo quando, distendendosi in tuffo sulla propria destra, va a dire di no ad una rasoiata su punizione dal limite proposta dallo specialista Ferri. Non si discosta da quella offerta al pubblico del “Pontormo” nel primo tempo la trama che caratterizza la ripresa. Dopo un’iniziale fase di studio, al 59′ sembra dare i primi buoni frutti l’importante accorgimento tattico apportato da Carmannini al proprio modulo. Riportando Megli nella sua naturale posizione di esterno a destra ed allargando sul fronte opposto l’ex Rinascita Doccia Carlo Marotta, il lavoro ai fianchi svolto dagli esterni offensivi castellani nei confronti della difesa biancorossa, sembra poter creare crepe più che evidenti nel muro di contenimento del Ponte. Prova ad infilarsi in uno di questi varchi Duccio Fantechi che giunto al limite dell’area, serve in profondità Megli. Il numero sette di casa si fa largo sulla destra e poi cerca di superare Piperno con un insidioso tiro-cross che termina, però, la sua corsa di poco oltre la traversa. Il duello fra l’esterno offensivo biancoverde e il bravissimo estremo difensore biancorosso, si rinnova due minuti più tardi quando Ferri, scodellando con precisione verso il centro dell’area un piazzato dalla sinistra, pesca Megli ben appostato a pochi passi dalla porta. La sua conclusione a rete dalla media distanza sembra vincente ma Piperno, dando fondo a tutti i suoi riflessi “felini”, vola sulla propria sinistra abbassando la saracinesca ma respingendo il pallone sui piedi dello stesso Megli che stavolta, dopo aver preso la mira, mette in rete. A quel punto, però, il numero sette si trova in posizione irregolare. Gol, dunque, giustamente annullato da Iodice e Castello che resta avanti di una sola lunghezza. Così com’era accaduto nel corso del primo tempo, spentasi questa fiammata d’orgoglio castellano, anche la fase centrale della ripresa è caratterizzata dal nulla più assoluto. La luce torna a riaccendersi improvvisamente al 79′ quando, sugli sviluppi di un corner dalla sinistra molto ben calciato da Ferri, l’intervento vincente sotto misura da parte di Fantechi regala il raddoppio al Castello e sembra chiudere definitivamente i giochi. All’87’ ci pena Iodice a riaprirli concedendo al Ponte il secondo dubbio penalty di giornata originato da un intervento in anticipo su Mosconi da parte di un attaccante avversario al quale il portiere di casa reagisce, ad opinione del direttore di gara, da terra in maniera fallosa. Sul dischetto va il neo entrato Muto che trasforma nonostante l’ottima intuizione di Mosconi che pur gettandosi dalla parte giusta, non riesce ad arrivare sul pallone. Nei minuti finali, nel tentativo di acciuffare in extremis il pareggio, il Ponte prova un ultimo disperato assalto all’arma bianca. Sono, però, i ragazzi di Carmannini a mettere la firma sull’ultima azione degna di rilievo che prende forma proprio allo scoccare del novantesimo. Fantechi trova un varco sulla sinistra, giunge sulla linea di fondo e rimette al centro un pallone che toccato da un difensore nei pressi della linea di porta, dà origine ad un flipper impazzito al termine del quale, la sfera giunge sui piedi del neo entrato Villani. Il numero quindici si ritrova solo a pochi passi dalla porta ma dopo aver controllato il pallone, lo calcia debolmente fra le braccia di Piperno. Grazie a questi tre importantissimi punti, adesso sì che il Castello è più che mai lanciato alla conquista della vetta. Recrimina, invece, un buon Ponte Rondinella al quale non è, però, riuscita l’impresa di mettere il punto esclamativo su una prestazione più che sufficiente.

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